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giovedì 24 agosto 2017

La gatta e la tartaruga


Da alcuni anni ormai, la nostra casa è allietata anche dalla presenza di una gatta, una trovatella erroneamente creduta maschio a cui fa dato nome Ugo, poi convertito in Ughetta, e una tartaruga a cui fu affibbiato il nome Violetta e che invece è risultata essere maschio e che però Violetta è rimasta perché Violetto sembra più il nome di un pastello che di una tartaruga.
Da quest'anno, la suddetta si è risvegliata dal letargo invernale più arzilla che mai. L'aiuola di quasi due metri quadri che la ospita al paesello non le basta più e ha preso l'abitudine di uscire, per girovagare in giardino e collocarsi preferibilmente in quella adibita a orto, dove si perde tra l'erba e le piante. Finora, con molta fortuna, siamo sempre riusciti a ritrovarla e ad evitare che finisse sotto il tosaerba o la motozappa.
Ora che siamo al paesino, può contare su una sola, grande aiuola, perché il resto del giardino è mattonato. Nonostante questo, e nonostante l'aiuola abbia uno zoccoletto di circa 8 cm, è riuscita a evadere anche da lì. Solo che poi non è stata più capace di rientrare ed è rimasta, non so per quanto tempo, a girare tra i vasi, finché non l'abbiamo ritrovata e rimessa nell'aiuola da dove, imparata la lezione, non è più fuggita.
Ma la pervicace tartaruga quest'anno si è data un altro compito: impedire alla gatta di stazionare nell'aiuola della casa al paesino. Non appena la vede rotolarsi beata nella terra, Violetta prende la rincorsa (ma veramente!) e le "corre" dietro. Ughetta, che è un cuor di leone, scappa a zampe levate da un'altra parte e quella cambia direzione e la segue finché non la costringe ad abbandonare l'aiuola.
Stamattina Violetta si inerpicava sui resti di alcuni rami di oleandro, alti circa 15 cm, che sbucavano da terra. Era un po' in difficoltà, e le sue zampette annaspavano nel vuoto come alucce, ma non appena ha visto Ughetta approfittare della sua assenza per farsi una rotolatina al sole, si è data lo slancio, ha preso velocità e...ed è caduta con un tonfo capovolgendosi. La gatta è scappata e la tartaruga zampettando di qua e di là è finalmente riuscita a rimettersi dritta, rimanendo ferma a guardarsi intorno, probabilmente ferita nell'orgoglio per la figuraccia rimediata.
Perché, a osservarli da vicino, gli animali sono proprio come noi. Hanno una personalità, vizi e virtù, e possono risultare simpatici o antipatici.
Possono essere fifoni come una gatta o bizzosi come una tartaruga.

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