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domenica 16 settembre 2018

Si ricomincia

In questa vigilia agrodolce che precede il riprendere della scuola, sono divisa tra la necessità di mettere un punto a ben tre mesi di vacanza (e riprendermi un po' del mio tempo) e la malinconia all'idea di ricominciare col tran tran frenetico. Mi sembra ieri che mi affannavo tra compiti e attività sportive e, lo so che invece di tempo ne è passato e di cose ne abbiamo fatte, ma la prospettiva di rituffarmi nel vortice non mi alletta per nulla.
E poi c'è lui, che si appresta alla classe quinta, traguardo e rampa di lancio.
Avrei voluto scrivere fior fior di riflessioni su questo momento così simbolico, ma la verità è che ho un'unica, banale considerazione, che è poi comune a molte mamme: il tempo è volato via.
E' stantio dire che mi sembra ieri quando Ieie, piccolo e tremante, aspettava con i compagni davanti alla scuola la cerimonia di accoglienza dei bambini di prima. Era talmente teso e pareva minuscolo sotto quello zaino vuoto. A parte il primo anno, che forse per la fatica iniziale mi è sembrato più lungo, per il resto non so nemmeno io come abbiamo fatto a ritrovarci già qui. Erano i piccoli, da domani saranno tra i grandi della scuola.
Chissà cosa ricorderà Ieie della "primaria". Io ho memorie nitide e precise delle mie elementari. Ricordo mia nonna che mi chiedeva conto degli esami di quinta, la mattina, a casa sua, appena uscita da scuola; ricordo i pianti in braccio a mia madre sulla sdraio beige del balcone, quella che non esiste più, al pensiero che non avrei più rivisto i compagni di quegli, nella mia mente di bambina, interminabili cinque anni. Ricordo le amiche che sembravano dover essere per sempre e che invece non ho più rivisto.
Chissà cosa si porterà dietro mio figlio.
Io, per quest'anno, ho un solo piccolo desiderio: che il tempo rallenti un po', perché ho paura che, a quella campanella di inizio lezioni, seguirà rapida quella che ne segnerà la fine.

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