venerdì 29 gennaio 2021

Pretty little liars-Ruthless

 
E quindi, la ragazza incontrata durante la vacanza in Giamaica che sembrava sapere tutto di loro, così simile allo stalker A che le aveva perseguitate per poi cercare di ucciderle, non era A misteriosamente scampata alla morte, ma Tabitha, una giovane problematica scappata di casa.
Il senso di colpa attanaglia Aria, Hanna, Spencer ed Emily, che ben sanno che la caduta dalla scogliera che ha ucciso Tabitha, non è dovuta all'alcol, come tutti sembrano pensare, bensì è la conseguenza di un litigio che la ragazza aveva avuto poco prima con le quattro Pretty little liars. Ma come mai Tabitha conosceva così tanti dei loro segreti? E chi è il nuovo stalker A che ha assistito al litigio e alla caduta e che ricatta le nostre protagoniste?
I sospetti si concentrano su Kelsey, una loro coetanea con cui Spencer ha un conto in sospeso, avendola ingiustamente accusata di detenzione di stupefacenti. Un motivo più che valido per perseguitare Spencer e le sue amiche, se poi aggiungiamo che anche Kelsey è stata in Giamaica nello stesso periodo delle Pretty little liars, il quadro è completo. Peccato che Emily non creda che Kelsey possa essere A e si fidi ciecamente di lei al punto da rivelarle un bel po' di segreti. 
Ruthless, capitolo 10 della saga di Pretty little liars, è un libro che potremmo definire di transizione. Alcuni dei misteri accennati nel libro precedente trovano chiarimento, mentre si infittisce la ragnatela che A tesse intorno ad Aria, Hanna, Spencer ed Emily. Le nostre amiche spericolate sembrano però aver imparato la lezione e dimostrano di essere più avvedute e prudenti, soprattutto, in qualche caso, riescono a tamponare le mosse di A che le segue e conosce ogni loro sbaglio.
Questo, ovviamente, non impedirà loro di cacciarsi nei guai. Così Hanna  intraprenderà una relazione d'amore che potrebbe costare la candidatura al Senato del padre; Spencer si ritroverà improvvisamente fuori da Princeton e si giocherà il tutto per tutto per riavere il posto; Aria riprenderà la relazione con un suo ex professore mentre Emily cercherà un'altra volta l'amore nella persona sbagliata.
Il divertimento, insomma, non manca, i misteri neppure. Il finale ci darà qualche risposta in più su Tabitha, ma aprirà nuovi scenari (e dubbi) che solo il capitolo 11 potrà chiarire.

Pretty little liars-Ruthless, Sara Shepard, Atom books

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martedì 26 gennaio 2021

Il muro di Castromediano

"Non ho capito dove stiamo andando, mamma".
"Ci incontriamo con i nonni. La nonna ha preparato l'arrosto che le avevi chiesto, così ce lo dà".
"Ok, ma perché non andiamo a prenderlo a casa loro?".
"Perché non si può".
"Ma scusa non si può andare a trovare un parente, come a Natale?".
"No, Ieie. Adesso col nuovo Dpcm le regole sono cambiate. Si può andare a trovare qualcuno solo se abita nello stesso Comune, i nonni abitano in città e come sai nel capoluogo non ci possiamo andare".
"Sì va be', però. E quindi dove stiamo andando?".
"A Castromediano".
"A Castromediano? E perché?".
"Perché noi abitiamo in un Comune con meno di 5.000 abitanti, quindi possiamo spostarci. I nonni invece, non possono uscire dalla città. Castromediano è attaccato a Lecce e quindi ci vediamo sul confine tra i due Comuni per prendere l'arrosto....Mi sembra quasi di vivere ai tempi del muro di Berlino".
"Secondo me in Germania all'epoca c'erano più libertà".

venerdì 22 gennaio 2021

Leggiamolo insieme-La storia di Ulisse ed Argo

 
Ci sono libri che arrivano al momento giusto, La storia di Ulisse ed Argo per noi è stato uno di questi. Regalatoci in pieno lockdown, proprio mentre a scuola di Ieie si faceva finta di studiare l'Odissea e in classe della Lolla i micenei, con video lezioni assenti o ridotte all'osso.
Personalmente ho cercato di tamponare come potevo le numerose lacune della Dad, ma ci sono imprese che l'Odissea in confronto è una passeggiata.
Però conoscere la storia di Ulisse attraverso gli occhi di un cane è un modo bellissimo per parlarne ai bambini, almeno ai miei, che in Argo consumato dall'attesa e dall'amore per il suo padrone, hanno rivisto il loro affezionato cagnolino Pluto. Ogni uggiolìo di Argo, ogni suo gesto di affetto o moto di tristezza era un "Oh" emozionato che Ieie e la Lolla si facevano sfuggire.
La storia di Ulisse ed Argo ci parla del rapporto tra cane e padrone sin dal momento del loro primo incontro, quando un Ulisse adolescente e timoroso dei cani, salva un cucciolo condannato a morte certa per rendersi conto che non solo dei cani non c'è da avere paura, ma che anzi possono diventare i migliori amici dell'uomo. Il ritratto di Ulisse ed Argo delineato da Milani è estremamente fedele a quello dei poemi omerici, e anzi da lì attinge per dare spessore alle personalità di cane e padrone. Vediamo Ulisse crescere e sposarsi per poi partire per Troia: la sua storia segue la tradizione omerica e anche se alcuni episodi della fanciullezza di Ulisse penso siano stati aggiunti dall'autore (io francamente non ricordo di averli mai studiati), sono perfettamente coerenti con il personaggio tramandato dall'Iliade e dall'Odissea.
Gli anni della guerra e del ritorno vengono narrati velocemente, ma senza tralasciare nulla e nel frattempo vediamo anche quello che succede a Itaca, dove Argo continua ad attendere fiducioso il padrone sul promontorio della punta del mattino.
La conclusione della storia, benché arcinota, non manca di far scivolare qualche lacrimuccia. La bellezza del libro, a mio avviso, sta tutta qui, nella capacità di emozionare utilizzando quegli stessi temi sempiterni con cui i classici dell'antichità riescono ancora oggi a catturare noi lettori: l'amore, l'amicizia, il coraggio, la fedeltà, portando una favola antica alla portata dei bambini di oggi.

La storia di Ulisse ed Argo, di Mino Milani, Einaudi ragazzi

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venerdì 15 gennaio 2021

Pretty little liars-Twisted

 
Finito l'incubo della stalker A che le aveva ricattate con messaggi minatori, scoperto che dietro quella sigla si nascondeva anche l'artefice della morte della loro amica Ali, dopo aver visto scomparire l'aguzzino nell'incendio con cui avrebbe voluto ucciderle, Aria, Hanna, Spencer ed Emily possono finalmente riprendere le fila della loro vita e della loro amicizia. E una vacanza in Giamaica sembra il modo migliore per inaugurare una nuova stagione all'insegna della spensieratezza.
Dieci mesi dopo quel viaggio, le ragazze si trovano a metà dell'ultimo anno di liceo, spensierate sì, ma non più amiche. Proprio in Giamaica è avvenuto qualcosa che le ha unite in un nuovo segreto, ma che la ha inesorabilmente separate. Qualcosa alla quale non vogliono pensare, ma che nessuno deve scoprire.
Hanna e Aria sono prese dalle rispettive storie d'amore, anche se i sogni di fama di Hanna creeranno più di un contrasto tra lei e Mike, mentre Aria fa fatica a mandar giù la bionda finlandese che staziona a casa di Noel in seguito a uno scambio studentesco.
Spencer, che dopo aver ottenuto un posto a Princeton può finalmente rilassarsi, rivaluterà il divorzio dei genitori dopo aver conosciuto la famiglia, e il figlio, del nuovo fidanzato della madre. Emily è quella che più di tutte soffre questa situazione di solitudine e fa fatica a riadattarsi a una vita senza Ali, ma una nuova amica ridarà luce alle sue giornate, un'amica che sembra arrivata al momento giusto ma con un padre piuttosto ingombrante...
Le nostre eroine continuano, per caso e per scelta, a cacciarsi nei guai. Già questo basterebbe ad animare la scena, ma siccome i guai non vengono mai da soli, ecco che una cartolina dalla Giamaica le costringe a rivedersi e a ricordare cosa hanno fatto mentre erano sperdute nel mare turchese. Sì perché, nonostante credessero di essere sole, qualcuno le ha viste e comincia a minacciarle e questo qualcuno non solo ha la brutta abitudine di imitare A, ma sembra conoscerle bene proprio come il vecchio stalker, al punto da firmarsi come lui.
Neanche il primo avvertimento servirà a frenare le quattro ragazze che continueranno a combinarne delle loro dando modo al nuovo A, (ma sarà veramente nuovo?), di procurarsi altro materiale con cui ricattarle. In che modo? Portate pazienza, A è ancora arrugginito per i troppi mesi di assenza, ma promette di rifarsi a breve. Per rispondere a questa, e tante tante altre domande, l'appuntamento è al prossimo libro.

Pretty little liars-Twisted, Sara Shepard, Harper Teens

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mercoledì 30 dicembre 2020

Tre desideri per l'anno nuovo

 Se potessimo esprimere un desiderio per il nuovo anno, sono sicura che in maggioranza chiederemmo la fine immediata dell'odiato covid con tutto ciò che questo comporterebbe, la guarigione delle persone ancora in ospedale e la ripresa delle attività lavorative in primis.
Assodato questo augurio corale, per il 2021 avrei anche tre piccoli auspici, no anzi, proprio tre richieste che spero possano essere esaudite.
3) La fine delle conferenze stampa di Conte. Ecco, mi auguro che l'anno nuovo, oltre che covid free, sia anche Conte's press conference free, perché già è brutto che ogni tre per due le maglie della tua libertà si restringano, se poi, prima di ogni nuova regola, il presidente del Consiglio ti deve attaccare un pippone interminabile per spiegare la rava e la fava della necessità di cotale scelta, cercando di convincerti che è per il tuo bene, tutto ciò diventa proprio una tortura cinese. Un po' come se il giudice, prima di quantificare la condanna (perché sai che ti condannerà), ti tormentasse con una paternalistica spiegazione sui benefici che la permanenza in carcere ti garantirà o se il meccanico si dilungasse in inutili valutazioni tecniche sulla fenomenologia del parafango prima di dirti a quanto ammonta il danno.
2) La fine delle mielose (e inutili) frasi ipocrite. Se sento un'altra volta che andrà tutto bene tiro fuori il mitra. Non parliamo di "è come quando c'era la guerra" (ah sì, perché c'eri?), "ma che vi costa rimanere a casa? in fondo vi chiedono solo di starvene seduti in poltrona" (di solito detto da chi percepisce il suo stipendio per intero), "sarà un Natale più semplice ma più vero" (sì come no, e poi "ne usciremo tutti migliori"). Pietà e misericordia 2021, liberaci da questa valanga di cliché che non aiutano a stare meglio, ma nella maggior parte dei casi aumentano solo il tasso di intolleranza.
Immagine presa dal web
1)  Poter uscire di casa senza prima interrogare il tuo smartphone per capire cosa puoi fare e cosa no. Non chiedersi "è consentito?" per la qualunque, se un amico ha bisogno di un passaggio, se vuoi andare in città a trovare i tuoi (o a comprarti una qualsiasi cosa), se piove a dirotto e un amico di tuo figlio ha bisogno di ripararsi a casa tua. Non uscire ogni volta dal supermercato carica di scorte come se il giorno dopo dovesse scoppiare la guerra, perché "magari domani cambiano le regole e non posso più venire qui a fare la spesa". Non tenermi a distanza dalle persone, non muovermi intorno agli amici seguendo percorsi tortuosi fatti di spazi e vuoti. Non contare i canonici 14 giorni per capire se sono sommersa o salvata, ogni qual volta mi sembra di aver fatto qualcosa di "pericoloso". Spero che il 2021 eradichi queste bizzarre e atroci abitudini che hanno preso possesso del mio cervello. E ci restituisca la vita.
Che questo 2020 fatto di rinunce e di giorni sempre uguali, a pensarci ora, mi sembra di non averlo vissuto per niente.
Immagine presa dal web


venerdì 18 dicembre 2020

Brividi di morte per l'ispettore Dalgliesh

Benvenuti nell'isola di Combe, paradiso al largo della Cornovaglia accessibile a pochi, selezionati ospiti. Qui troverete silenzio, tranquillità e riservatezza, sarete accolti in comodi cottage e assistiti da personale discreto e sollecito. Non abbiate remore, se avete i requisiti per accedere, Combe non vi deluderà.
Be' sì, certo, almeno finché uno degli ospiti non verrà trovato impiccato al faro dell'isola e da Scotland Yard invieranno l'ispettore Adam Dalgliesh a sbrogliare quello che ha tutta l'aria di essere la messa in scena di un suicidio.
Ma chi aveva interesse a far fuori il famoso scrittore Nathan Oliver? Forse l'assistente che si era innamorato, ricambiato, di sua figlia, mandandolo su tutte le furie; oppure il tuttofare dell'isola che secondo Oliver non ne combinava mai una giusta; o ancora l'infermiera Jo Staveley e la governante Mrs Burbridge che gli rimproveravano di aver fatto ricadere nel vizio dell'alcol il fragile Boyde; magari Mark Yelland, con cui aveva litigato la sera prima della morte; no sicuramente Jago, marinaio e guardiano di Combe, legato ad Oliver da segreti provenienti da un lontano passato, d'altronde chi meglio di Jago per una vendetta? Certo è che questo scrittore non suscitava molte simpatie.
Il caso, comunque, dovrebbe essere di facile soluzione. L'omicida è uno dei pochissimi tra ospiti e lavoratori ammessi nell'isola, sbarcare senza autorizzazione e senza essere visti è praticamente impossibile e se si aggiunge che a indagare c'è uno dei migliori investigatori di Scotland Yard con la sua squadra, la soluzione è a portata di mano. Ecco che però a complicare la partita arriva un secondo omicidio e una malattia contagiosa, la Sars, che impedisce a chiunque di arrivare o lasciare l'isola in una convivenza con il presunto assassino che si fa ancora più pericolosa.
Brividi di morte per l'ispettore Dalgliesh chiude la trilogia sull'investigatore in bellezza, unendo agli elementi classici del giallo (il numero circoscritto di sospetti, la possibilità che ognuno di loro sia il colpevole), il paesaggio selvaggio di un'isola inventata di sana pianta ma incredibilmente suggestiva e il colpo di scena della Sars che contribuisce ad aumentare la tensione della storia. Come tutti i gialli della trilogia, e come la trilogia stessa, parte in sordina, come un diesel, con un prologo che snocciola dettagli sulla vita dei protagonisti e sulle abitudini di Combe, per poi catturare pian piano l'attenzione e l'entusiasmo del lettore.
A parte qualche dettaglio che meriterebbe un approfondimento e che è dovuto certamente alla longevità e prolificità dell'autrice (Dalgliesh alla sua prima apparizione negli anni '60, aveva 35 anni, in questo romanzo, ambientato nel 1998, dovrebbe averne a rigor di logica 70, ma è poco verosimile che sia ancora così scattante e preso da storie d'amore, soprattutto considerando che la vittima, più giovane di lui, viene definita un vecchietto), il racconto si snoda con precisione e maestria. Se poi si pensa che la James all'epoca della pubblicazione aveva superato gli 80 anni, non si può che rimanere sbalorditi dalla capacità di aggiornare il personaggio di Dalgliesh (e le tecniche di indagine) rendendolo al passo coi tempi senza fargli perdere la sua anima.
A conti fatti, insomma, l'incontro con questa autrice e con il suo personaggio più famoso si è rivelato più che positivo e questo è solo un arrivederci in attesa di ritrovarci nuovamente. D'altronde ho capito che Dalgliesh e la James sono come il vino, più invecchiano più migliorano.

La seconda trilogia Dalgliesh-Brividi di morte per l'ispettore Dalgliesh di P. D. James, Oscar Mondadori, traduzione di Grazia Maria Griffini

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lunedì 14 dicembre 2020

Dodici

 E' stato un compleanno strano, con le mascherine, gli abbracci mancati, la distanza e il non saper cosa si può fare e cosa no. Strano come il giorno della tua nascita e forse è per questo che, dopo non averci pensato più per anni, il ricordo di quella corsa a sirene spiegate in un freddo sabato di dicembre, della cresima mancata, delle giornate in ospedale, è ritornato prepotente a più riprese, a ondate, come le fitte di dolore che mi attraversavano in quelle giornate.
Quello di ieri è stato un compleanno strano a coronamento di un anno ancor più strano, iniziato con un ragazzino alle prese col passaggio alla scuola media, timoroso e restio a uscire con gli amici, a lasciare il nido, preda, anche, di attacchi di panico e finito con un dodicenne che brama ardentemente di vivere la sua vita. Uscito dal primo lockdown come un bruco dopo la metamorfosi, ansioso di lasciare casa, di unirsi al gruppo, ma anche più lungo, con una voce più spessa e più roca, che a ogni mattino mi pare cambiata, i primi brufoletti sul viso e un accenno di baffi scuri.
Che fine ha fatto il bambino coi boccoli dorati? Che fine ha fatto il mio bambino?
E' da tempo ormai che non faccio più il paragone. Il paragone può sembrare assurdo e ingiusto detto da una madre, ma quando partorisci uno scricciolo di 1 chilo e 300 grammi a sole 30 settimane e 3 giorni di gestazione, confrontare i progressi della crescita con i coetanei a termine è quasi un passaggio obbligato. Sono stati anni duri, fatti di controlli misti a timori, di paure velate di speranza. E poi, a un tratto, li ho dimenticati.
Ritornano adesso, al culmine di un anno strano.
Per tanto tempo mi sono domandata il perché. Passata la tempesta, non più. 
Poi incontri una persona che ti racconta di una bambina persa pochi minuti prima del parto. Una strozzatura del cordone, pare, un evento raro, imprevedibile. E ti ricordi. Ti ricordi di quel ginecologo che aveva studiato il tuo, di cordone, che guardando attentamente quella forma un po' fuori dal comune aveva sentenziato che avrebbe potuto dare problemi alla fine della gravidanza, ma comunque di non preoccuparmi che io, con una placenta previa centrale, avrei partorito prima del termine e alla fine della gravidanza non mi ci sarei avvicinata. E ad anni di stanza, dopo domande e rimuginamenti senza risposta, finalmente capisci. E ti dici che forse quel parto prematuro in fondo, ti ha salvato la vita. E se tuo figlio è nato il 13 dicembre un perché c'è.