lunedì 16 novembre 2020

Sono come i politici

 Quando torna a casa dalla scuola, la Lolla è un fiume in piena con i suoi racconti su tutto, tutto, quello che è accaduto nelle ore passate in classe. Ci sono stati momenti in cui trovavo questa valanga di informazioni difficilmente digeribile, non ora, che ogni singolo giorno di scuola è un regalo, e sentire le chiacchiere allegre di mia figlia mi dà la consapevolezza che lei sta bene.
Qualche giorno fa, a pranzo.
"Mamma oggi sono venuti due delle scuole medie che si candidano come rappresentanti degli studenti. Quest'anno siamo in quinta e possiamo votare anche noi e sono venuti a presentarci il programma".
"Ah sì, e che cosa hanno detto?".
"Lui ha detto che vuole fare delle cose tipo che ognuno porta piatti del suo Paese e si assaggiano e si mangiano tutti insieme. Poi anche delle cose per fare compagnia alle persone anziane e ascoltare i loro racconti. Lei invece ha detto che vuole aumentare la durata della ricreazione e poi vuole che a scuola si festeggino le feste. Tipo quando è Halloween bisogna addobbare la scuola e festeggiare".
"Sono tutte cose molto belle amore, ma in questo momento del Covid mi sembrano difficili da realizzare".
"Sì, lo sanno, ma hanno detto che troveranno un modo".
Interviene Ieie che fino a quel momento si è limitato a spazzolare con la consueta, meticolosa foga, tutto ciò che ha nel piatto.
"Sì Lolla, è successo anche quando andavo io in quinta. Io ho votato A. che aveva promesso di fare in modo che la scuola desse un tablet a ogni alunno. Però poi quando è stata eletta non abbiamo avuto nessun tablet".
"Va be', io comunque voterò per la femmina".
"Sì, sì, decidi tu chi votare. Ma tanto non cambierà nulla. I rappresentanti degli studenti sono come i politici, promettono, promettono, poi quando vengono eletti mangiano, ingrassano e non fanno un bel niente".

Io ci ho messo un certo numero di anni prima di arrivare a una completa sfiducia nei confronti della classe politica. Ci sono voluti il miraggio di Tangentopoli e la consapevolezza gattopardiana che tutto cambia affinché nulla cambi. Da questo punto di vista, devo dire che i politici di oggi sono stati molto più performanti dei loro predecessori: sono già riusciti a disilludere chi ancora non ha neppure l'età per votare.

9 commenti:

  1. Oppure i tuoi figli sono avanti. Molto avanti. 😉

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    1. Diciamo allora che è "merito" sia dei miei figli che dei politici 😆

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Loro vanno al punto, la realtà la percepiscono molto meglio di noi. Non si fanno ingannare dalle parole, hanno un istinto che noi, con l'età, abbiamo perso. Bravi.

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    1. Penso sia una peculiarità dei bambini guardare a un fatto semplice: se mi fai una promessa io mi affido a te, ma se non la mantieni non ti credo più perché mi hai ingannato.
      Mio figlio ha passato i mesi del lockdown con un'attenzione spasmodica per i dati sui contagi. Aveva capito che stare chiusi a casa aveva uno scopo, ma aveva capito anche che sarebbe stato un sacrificio una tantum. Adesso che vede nuovamente tutto rimesso in discussione, la scuola, gli amici, lo sport, è arrivato alla conclusione che è stato preso in giro. Che da questa situazione non se ne uscirà più. Credo quindi che molta della sfiducia che ha maturato dipenda da questo. Oltre che dalle lamentele dei tanti adulti (genitori, nonni, zii) che conosce.

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  4. che bello questo racconto della tua bambina. Che bella la sua felicità al rientro in classe.
    Noi diamo in DAD dal 24 ottobre, anche i rappresentanti di classe sono stati votati con una videochiamata. Al mattino quando Miki si collega per le lezioni, non uno dei suoi professori ha mai chiesto a un alunno ..come stai?. Lei passa cinque ore al mattino e altrettante al pomeriggio collegata sul programma, i professori pubblicano pagine e pagine di argomenti che devono ricopiare, spesso la loro calligrafia è indecifrabile. Ho visto la mia bambina piangere, perchè aveva paura di non farcela a studiare tutti quei testi. Lei ce la fa, con bei voti...Ma io soffro con lei.
    Spero che i tuoi ragazzi possano continuare ad andare a scuola di presenza e che continuino ad arrivare a casa con il sorriso. Mamma Valeria

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    1. Non sai quanto mi dispiaccia, Valeria. Ogni volta che leggo storie simili, ogni volta che sento di un bambino che non può andare a scuola mi si stringe il cuore. Si fa presto a dire che tanto c'è la Dad, che qualche settimana in meno di scuola non fa male a nessuno, ma poi questi ragazzini bisognerebbe averli sotto gli occhi per capire veramente cosa stiamo facendo loro.
      In realtà il mio grande è a casa da una settimana perché la sua scuola è stata chiusa per un caso tra i professori. Incrocio forte le dita per lui, la tua bambina e tutti quelli che sperano di tornare a scuola quanto prima. Perché, come dici tu, tutti possano avere il diritto di tornare a casa da scuola con il sorriso.

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    2. Grazie, avevo bisogno delle tue parole, grazie mamma come me

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    3. Figurati, per così poco. Spero che nel frattempo anche da voi le cose siano migliorate.

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